Adolescenti e salute mentale: perché ascoltare non basta più
Gli adolescenti di oggi sono, per molti versi, più consapevoli del loro benessere psicologico di quanto non lo fossero le generazioni precedenti. Si scambiano i contatti dei loro terapeuti, si supportano durante le crisi d’ansia, conoscono termini come “setting” o “rimozione”. Eppure, sotto questa consapevolezza, vivono spesso una profonda solitudine.
Il Covid ha tracciato un confine netto: c’è un prima e un dopo nella vita delle nuove generazioni. Le richieste di aiuto e di cura da parte degli adolescenti hanno registrato un aumento vertiginoso, e la tendenza non accenna a invertirsi.
Quello che vediamo ogni giorno
Nella nostra esperienza clinica, arrivano adolescenti che portano con sé condizioni di sofferenza e disagio spesso legate all’inadeguatezza del mondo adulto che li circonda: in famiglia, a scuola, nello sport. Arrivano con quadri psicopatologici strutturati, con dipendenze da alcol e sostanze, con un ritiro progressivo dalla vita sociale. Arrivano adolescenti che usano il proprio corpo come oggetto di punizione.
Quando succede, la stanza di terapia diventa il luogo in cui la loro voce può essere ascoltata e la loro sofferenza rispettata. È un inizio necessario. Ma, nella maggior parte dei casi, non è abbastanza.
Oltre la stanza di terapia
Ascolto e rispetto non possono restare confinati nello spazio clinico. Devono dilagare fuori, in tutti i luoghi in cui gli adolescenti vivono davvero: le classi, le palestre, le famiglie, i gruppi sportivi.
Questo significa investire concretamente sulla vita e sul benessere delle nuove generazioni: accogliere i genitori in difficoltà, formare insegnanti che spesso si trovano soli di fronte a situazioni che vanno oltre il loro ruolo educativo, creare contesti in cui gli adolescenti possano fare esperienze evolutive sane — in ambito sportivo, culturale, artistico.
Quando chiedere aiuto
Se osservi cambiamenti nel comportamento di tuo figlio — ritiro sociale, cali nel rendimento scolastico, umore instabile, uso di sostanze o segnali di autolesionismo — non aspettare che la situazione si stabilizzi da sola. Intervenire prima, con il supporto di un’équipe specializzata, fa la differenza.
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